Lozano, dove eravamo rimasti? La ripartenza è l’occasione per rialzarsi

Costato quasi 50 milioni, il messicano deve sfruttare la ripartenza della stagione per tornare protagonista Alla ricerca del sorriso. Anzi del ghigno: quello del Chucky, la bambola assassina. Già perché questo è il soprannome messicano di Hirving Lozano, perché da ragazzino organizzava scherzi tremendi ai compagni, perché il suo sorriso da killer dopo ogni gol

Tentazioni francesi, il Psg su Pellegrini e Calafiori

Il club parigino tenta il vice capitano giallorosso e la stella della Primavera Gli occhi degli osservatori del Psg sulla Roma. E non su due giocatori qualsiasi, ma su due romani, entrambi frutto del vivaio: Lorenzo Pellegrini e Riccardo Calafiori. Il primo è il vice capitano della prima squadra, destinato a raccogliere la fascia da

Barzagli, ecco tutti i motivi dell’addio alla Juve

L’ex difensore voleva prendersi una pausa dopo aver smesso di giocare, ma il club gli chiese di entrare nello staff per dare una mano a Sarri a inserirsi nell’ambiente bianconero Il giorno in cui ha indossato per l’ultima volta la maglia della Juventus aveva anche la fascia di capitano al braccio. Juventus-Atalanta, una partita che

Domani con la Gazzetta mascherina in regalo per voi: un gol all’emergenza

Il nostro giornale e Sportweek, in collaborazione con «Nivea Men», offrono domani ai lettori il dispositivo sempre più introvabile Stefano Massini a Piazza Pulita, su La7, la scorsa settimana nel suo monologo si è soffermato sull’utilizzo della mascherina: «Non puoi non volerle bene, è quello strumento che ti consente di riappropriarti della socialità…Però magari, se

Castagne non rinnova: l’Atalanta fa partire l’asta

Stallo sul futuro del laterale belga: i bergamaschi iniziano a pianificare la cessione Nessuno in scadenza o con un solo anno di contratto. Sul retro non c’è «da consumarsi preferibilmente entro il 30 giugno 2021». L’Atalanta programma, da sempre. E lo fa alla grande. Così il mercato «interno» è stato finalizzato in netto anticipo con

Ore 18.04, l’annuncio arriva via radio. Riccardo Cucchi: «Spensi il microfono e piansi»

La storica voce di Radio Rai a fine carriera ha reso nota la fede laziale. Quel giorno era a Perugia: «Avevo vissuto il titolo 1974 con la voce di Ameri, sognavo di poter annunciare anche io un giorno lo scudetto della Lazio» Il momento più emozionante, ma ebbe comunque la freddezza necessaria per restare professionale.

Malagò: «La A al 99% riparte il 13 giugno, ma non so se arriverà alla fine…»

«Squadra in quarantena in caso di positività singola? La norma può essere rivista. In Germania hanno già l’accordo su cosa fare in caso di nuovo stop, qui no» «Quante possibilità ci sono che la Serie A riparta il 13 giugno? Secondo me il 99 per cento». Questa l’idea del presidente del Coni Giovanni Malagò sulla possibile data

Ibra, due tamponi negativi e stop alla quarantena? E da casa: «Dio è tornato, e vi osserva dall’alto»

Di mattina diretta Instagram poi cancellata con testo criptico. Nel pomeriggio sembra tornare nel suo appartamento, e da lì nuovo messaggio mentre filtrano voci su un suo veloce ritorno alla normalità «My passion, my work. Remember this». «La mia passione, il mio lavoro. Ricordatevelo». E poi ancora, da casa in zona Garibaldi a Milano, dominando

Mazzantini, l’anti-Juve nel diluvio: “Volevo asciugare Collina con il phon”

Il portiere del Perugia ricorda le tre parate decisive in Perugia-Juve del 14 maggio 2000: “Ero in panchina due anni prima nello Juve-Inter di Ronaldo-Ceccarini e pensai: Dio vede e provvede…” “Quando vedevo la Juve mi gasavo come Freddie Mercury”. Accompagnandolo con quella musica, Andrea Mazzantini, ex Inter, portiere del Perugia dal 1999 al 2002,

Pradè: «Ho portato il virus in famiglia, che incubo! Ma il calcio è ideale per ripartire»

Il dirigente e la battaglia con la malattia: «Che paura soprattutto per i miei suoceri. Con Chiesa rapporto ottimo» «Senza saperlo ho portato il covid-19 a casa mia. Ho visto ammalarsi mia figlia, mia moglie, i miei nipoti, i miei cognati e soprattutto i miei suoceri. E’ stata dura». Daniele Pradè ha superato dopo 48 giorni di